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Galleria dell’Immagine, La Basilica di Sant’ Ambrogio – Milano

Siamo lieti di presentarvi una nostra iniziativa editoriale, la collana “Galleria dell’Immagine”.

Trattasi di miniposter turistici, stampati recto e verso, con immagini che riproducono capolavori di Musei, Collezioni e di Edifici di Culto, opere vanto del patrimonio storico artistico universale.

Le singole stampe sono in vendita esclusivamente presso i punti vendita delle varie istituzioni.


Galleria dell’Immagine, La Basilica di Sant’ Ambrogio – Milano

S. Ambrogio sorge nella località che riallaccia Milano alle sue primitive radici cristiane.
Dove infatti, la cristianità aveva raccolte e custodite le salme dei propri martiri, creando, dopo l’editto di Costantino, una serie di edicole in loro onore.
Sant’Ambrogio volle costruire, tra il 379 e il 386, una chiesa intitolandola “Basilica martirum”. Essa era esattamente presso il sacello di San Vittore, e i martiri Gervaso e Protaso, le cui salme erano state collocate sotto l’altare in un loculo a destra. Nel 397 fu aggiunta in un secondo loculo, a sinistra, la salma di sant’Ambrogio.
Quella primitiva costruzione restò fino al IX secolo, quando i monaci benedettini cominciarono una serie di lavori, che protrattisi fino al secolo X ed oltre, diedero l’attuale aspetto al complesso
ambrosiano.
Il completamento definitivo fù tra il 1088 e il 1090, per volere del vescovo Anselmo. Un secondo campanile “dei canonici” si affiancò nel secolo XII simmetricamente a quello dei monaci del IX
secolo, e si costruì il quadriportico antistante, che ricorda il paradisium delle basiliche paleocristiane.
Nell’interno le navate con matroneo presentano un accentuato sviluppo longitudinale, senza transetto, ma con tre profonde absidi. Pilastri polistili sorreggono gli archi a tutto sesto, disegnando l’intersezione delle volte a crociera. Dall’esterno tanto l’abside quanto il tiburio sono adorni di strette lesene e più che altro da continue corone di archetti.
All’architettura si unisce la scultura; di particolare interesse è soprattutto l’alto portale della facciata, dove gli autori della ornamentazione scultorea sono diversi.
Lungo i pilastri e le lesene, sui capitelli e sulle cornici palpita ininterrotto un intreccio fitto di corpi animali e vegetali.
Nell’interno la decorazione del ciborio, con figure a stucco colorato, risale ai tempi degli Ottoni.
Il pulpito è frutto di una ricomposizione avvenuta dopo un crollo del 1196.
Esso riunisce importanti elementi scultorei decorativi d’origine barbarica e di composizione romanica. Sul davanti i simboli degli evangelisti Giovanni e Matteo in rame dorato (sec. XI). Sotto il
pulpito un grande sarcofago del sec. IV interamente rivestito di figure ad altorilievo con storie dei Testamenti.
Sotto il ciborio si trova l’altare d’oro, dono dell’arcivescovo Angilberto II (824-859), autore Volvinio, composto di lamine d’oro e argento dorato, smalti e pietre preziose.
L’arte musiva incorona degnamente la navata centrale con il grande mosaico dell’abside. È su fondo aureo e si attribuisce a tempi diversi, dal sec. VI al sec. XIII.
Preziosissimo cimelio della Milano cristiana è il sacello di S. Vittore in ciel d’oro al quale si accede dal fondo della navata destra, attraverso una galleria sul cui fondo è la cappella di S. Ambrogio morente.
Il cupolino è tutto rivestito di tessere d’oro. Sulle pareti laterali magnifici mosaici del sec. V con le figure di sant’Ambrogio tra i santi.

(testo presente sel retro del miniposter)

 
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